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L’antologia dopo una prefazione
di Paola Bristot e un testo introduttivo di Hans Keller, uno dei
redattori di "Strapazin", presenta le seguenti storie
a fumetti:
Atak, "Il diavolo
in cucina"
"il diavolo
in cucina" (titt. or. "The devil in the kitchen")
è stata pubblicata sul n. 63 ddella rivista "Galago"
edita a Stoccolma nell’aprile 2000 e sul N. 27 della rivista slovena
"Stripburger", nell’ottobre dello stesso anno.
Lo stile iperdecorativo di Atak ritaglia frammenti di vita quotidiana
osservata da un punto di vista grottescamente "trascendente",
quello di un diavolo blasfemo nascosto tra le pieghe della normalità.
M. S. Bastian, "Sabato
sera a Parigi"
"Sabato sera a Parigi"
(tit.or."Samstagabend in Paris" è stata pubblicata
in Germania per "Päng Comix" e in Francia per "Baluba".
Il rutilante mondo metropolitano slitta da Parigi a New York, mostrando
la sostanziale indifferenza di un luogo rispetto all’altro. La scrittura
cannibalica di Bastian ne è la controprova. Mastica sandwich-panini,
tale e quale a Burt Simpson, cita Tin Tin e un’altra mezza dozzina
di "topoi" della nostra incivile cultura.
Martin tom Dieck, "Il
signor Lingus esperto sull’acqua"
"La conoscenza
di Monsieur Lingus sull’acqua" (tit. or.: "Monsieur Lingus
Wissen über Wasser") è nata come lavoro su commissione
per il settimanale "Die Zeit" dove è apparsa nel 1996 come
storia a puntate. In Francia è stata pubblicata nella serie
"Schokoriegel" con il titolo "Monsieur Lingus Savant des
Eaux" per le edizioni Les Ètoiles et les Cochons, e nel 1999
in Finlandia nella rivista "Napa" n.3 col titolo "Herra Lingus"
La narrazione e lo stile della rappresentazione di Martin tom Dieck
attinge per un verso ad una tradizione di indiscutibile valore,
ad un espressionismo che lo vede molto vicino al segno quasi incisorio
di Karl Schmidt-Rottluff, per altro verso guarda aldilà in
una prospettiva aperta alle molteplici inevitabili confluenze culturali.
Il risultato è la conquista di un linguaggio nuovo, pieno
di fermenti.
Anke Feuchtenberger,
"Al suo branco", "Oh Orion"
"Al suo Branco"
(tit.or.: "Ihre Meute") e " Oh Orion" (Ode al
Pene) (tit.or.: ORION (Ode an den Schwanz) sono storie inedite.
Sono in programma una loro prossima pubblicazione in Finlandia in
una piccola antologia e una edizione di "Al suo branco" all’interno
di una raccolta in Germania.
Sono state scritte e disegnate nell'autunno 2000 come parti di una
storia che porta il titolo di "ARTEMIS".
Mitiche sono le storie che Anke Feuchtenberger presenta sotto le
vestigia di Artemis, proiettate lungo una traiettorie in cui è
completamente superata la possibilità di addentrarci incolumi
nella selva oscura.
Markus Huber, "Niente
di Importante", "Casa"
Le storie "Niente
di importante" (tit.or."Nichts von Bedeutung") e
"Casa" (tit. or."Heimat") sono state disegnate
per un videoclip del gruppo musicale "Waldorf e Statler"
(i due muppets anziani che stanno sempre seduti al balcone e prendono
in giro quello che succede nel "Muppet Show"). Le storie
sono corrispondenti ai testi delle canzoni, scritti dal batterista
e cantante del gruppo, Marcel Stoetzler, dovevano essere pubblicate
nel n. 14 della serie per la casa editrice berlinese Schokorigel,
poi fallita.
Nelle sue storie Markus Huber parla di sensazioni, anche minime,
della realtà di tutti i giorni, della sua affascinante stupidità
e lo fa con uno stile "amburghese", molto colto, scevro
da virtuosismi, secco, ma efficace nella narrazione, che scivola
via, come fumo di sigaretta, spenta su di un posacenere sul bordo
di un tavolo, con un gesto senza peso, quello di sempre.
Thomas Ott, "Breakdown"
"Breakdown"
(tr. it.: esaurimento) è apparsa nel marzo ‘98 nella rivista
svizzera "Strapazin" e in Francia nella rivista "Lapin"
edita da L’Association, Parigi.
Thomas Ott è l’accellerazione, la spinta in avanti di un
motore lanciato al massimo della potenza di segni bianco su nero,
quasi intagliati su tavole mute, senza parole, ognuna delle quali
è una nuova tappa di una narrazione in rapida ascesa e in
disperata discesa nell’incubo. Sono incubi antichi, vecchie perversioni
cerebrali, attuali solitudini, brucianti scottature di una vita
vissuta tra i cunicoli di un sottosuolo, ma sempre al centro del
nodo cruciale.
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